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AMBIENTE

LE ISOLE EOLIE

Immagine in evidenza tratta dal web

Luoghi incantevoli lambiti da un mare meraviglioso, caratterizzati da una natura selvaggia e “scossi” da due vulcani sempre attivi, Stromboli e Vulcano.

Definite le “sette perle del Mediterraneo”, le isole Eolie stregano con il loro straordinario fascino.

Una leggenda racconta che il nome delle isole derivi da Eolo, un principe greco che vi governava una colonia e riusciva a prevedere il tempo dalla forma delle nubi di vapori che sovrastavano uno dei vulcani.

Le Eolie erano vulcani sottomarini emersi dalle acque circa 700.000 anni fa. Le eruzioni susseguitesi nel corso dei millenni hanno prodotto fenomeni come la formazione della pietra pomice e l’ossidiana, così tagliente da essere materiale perfetto per la fabbricazione di armi e utensili. L’esportazione di quest’ultima in tutto il Mediterraneo assicurò all’arcipelago una grande ricchezza economica.

Nei secoli dell’Alto Medioevo Lipari fu meta di pellegrinaggi e intorno alle Eolie fiorirono tradizioni ed eventi miracolosi. L’apertura di diocesi e monasteri fu la strategia per ripopolare zone disabitate e rilanciare la coltivazione delle terre.

Tra gli eventi che hanno segnato la storia delle isole figura l’arrivo del feroce pirata turco Ariadeno Barbarossa, che saccheggiò e distrusse Lipari, deportando novemila abitanti.

Le sette isole vulcaniche delle Eolie sono entrate a far parte della Lista dei Patrimoni dell’Umanità Unesco nel dicembre del 2000 grazie alla loro specifica natura: l’arcipelago vulcanico rappresenta un modello importante per gli studi della vulcanologia mondiale.

Le Eolie sono considerate un vero e proprio laboratorio che fornisce occasioni di studio sin dalle origini: osservate a partire dal XVIII secolo, hanno fornito informazioni fondamentali per la formazione dei geologi.

L’attività vulcanica è monitorata dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Catania. Il sito è comunque degno di nota anche per i suoi maestosi faraglioni, le spiagge meravigliose, le cale e le grotte, oltre agli straordinari fondali marini.

L’isola più grande, capitale delle Eolie è Lipari che comprende l’intero arcipelago tranne Salina. Densa di bellezze culturali e paesaggistiche, è viva e movimentata. Via Vittorio Emanuele è un punto focale con i suoi vicoletti, i ristoranti e i negozietti, mentre il punto di incontro più amato è la piazzetta di Marina Corta. Imperdibile il Museo archeologico nel Castello di Lipari.

 L’economia si basa sul turismo di tipo ambientale ma anche artistico perché le vestigia dei tempi passati non mancano. Una certa importanza hanno anche le cave di pomice; tale attività estrattiva costituisce un elemento caratteristico dell’isola.

L’isola di Salina è la seconda per estensione. È caratterizzata da una vegetazione composta da buganville, rosmarino e fichi d’India. Il suolo, grazie anche ad un clima particolarmente favorevole, è particolarmente adatto alla cultura degli aranceti e dei vigneti che producono uno squisito vino liquoroso, la Malvasia. Diffusa è anche la coltivazione dei capperi.

Vulcano è ricca di fumarole, fenomeni di bradisismo, pozze di fanghi termali, dalle proprietà curative eccellenti e di crateri ribollenti Anche se la valorizzazione turistica vi ha impiantato numerose strutture ricettive, l’isola offre diversi punti interessanti per visite ed escursioni naturalistiche. Da segnalare che nelle acque termali è stato trovato un batterio, lo Pyrococcus furosus, che la Nasa sta utilizzando per le ricerche sulle forme di vita extraterrestri.

Panarea è presa d’assalto durante l’estate per un turismo alla moda; essa è molto più suggestiva d’inverno e nelle stagioni intermedie quando, percorrendo i sentieri che si inerpicano lungo le pendici, si può godere di panorami mozzafiato.

L’isola di Stromboli è conosciuta per la sua attività vulcanica continua che attira frotte di turisti. Purtroppo, nel XX secolo si è avuto un calo demografico enorme, perché molti abitanti sono emigrati, soprattutto in Australia. A solo 1, 5 chilometro, si trova Strombolicchio che è costituito da un isolotto di basalto lavico, conseguenza delle numerose eruzioni avvenute nel tempo in cui l’unica costruzione presente è un faro a cui si accede percorrendo una stretta scala.

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